Le finestre sono arrivate: come si scaricano e dove si tengono
Fra la consegna e la posa passano quasi sempre dei giorni. Sono i giorni in cui si fanno i danni che nessuno ha visto fare. Come evitarli, in pratica.
Scritto da SCOCCA'S INFISSI, serramentisti a Castelfranco di Sotto (PI) · P.IVA 02551060508 · aggiornato a settembre 2026
Quando compri le finestre e la posa la fa un’altra persona, c’è una zona di mezzo di cui non parla nessuno: il periodo fra il camion che se ne va e il posatore che arriva. Può essere un giorno o tre settimane. In quel periodo i serramenti sono in casa tua, sotto la tua responsabilità, e quasi tutti i danni che si vedono al montaggio nascono lì. Non è difficile fare le cose per bene: è solo che nessuno te le ha mai dette.
Alla consegna: dieci minuti che valgono il prezzo
Il momento in cui la merce cambia mani è anche il momento in cui cambia la responsabilità. Prima di firmare:
- Guarda gli imballi, non i serramenti. Un angolo di cartone schiacciato, un film lacerato, un pallet inclinato: sono quelli i segnali. Se l’imballo è integro, quasi sempre lo è anche il pezzo.
- Fotografa. Il carico sul mezzo prima dello scarico, i pallet a terra, gli eventuali punti sospetti. Le foto costano niente e chiudono le discussioni prima che comincino.
- Conta i colli e confronta con la bolla. Da noi il serramento arriva assemblato, telaio e anta già insieme e vetro montato. Quello che viaggia a parte sono soglie, maniglie e accessori: sono colli separati, e il numero deve tornare.
- Se c’è qualcosa che non va, scrivilo sulla bolla prima di firmare, con la descrizione, non solo «riserva di controllo». Una firma liscia su un imballo evidentemente danneggiato è difficile da recuperare dopo.
Scaricare e spostare senza piegare niente
Le operazioni sembrano banali e non lo sono, perché un telaio è molto rigido in un verso e per niente nell’altro. Tre regole:
- Sempre in verticale. Il serramento va tenuto e mosso in piedi. Da piatto, il telaio flette sotto il proprio peso e, se il vetro è già montato, lavora in un modo per cui non è fatto.
- Presa vicino agli angoli. Gli angoli sono la parte più robusta del telaio: prendendolo lì si evitano le flessioni e, sui pezzi vetrati, il rischio di far lavorare la lastra.
- Appoggiare piano. Il danno tipico è il colpo secco nell’appoggiare a terra: ammacca le alette perimetrali e gli angoli, che sono le parti che poi si vedono per sempre.
Sulle finestre di piccole dimensioni il prodotto arriva in genere assemblato; su misure importanti telaio e ante viaggiano separati, ed è un vantaggio — pesano meno e si maneggiano meglio in due.
Dove tenerle: cinque regole di stoccaggio
Questo è il cuore della pagina, perché è la parte che si sbaglia sempre. I serramenti in attesa di posa si tengono così:
- In verticale, mai appoggiati di piatto uno sopra l’altro. Impilare tre finestre orizzontali significa caricare la prima con il peso delle altre due per giorni.
- Sollevati da terra, sopra tavole o listelli di legno. Un pavimento di cantiere è umido e sporco, e il bordo inferiore del telaio è proprio quello che poi dovrà tenere l’acqua.
- Appoggiati a una parete, non a colonne o pilastri. Un pilastro tocca il telaio in un punto solo, e in quel punto lo spinge. Una parete distribuisce.
- Con spessori in legno fra un pezzo e l’altro, messi nelle posizioni di maggiore resistenza — cioè in corrispondenza dei montanti e degli angoli, non in mezzo a un’anta vetrata. Servono a evitare il contatto diretto e lo sfregamento, che sul PVC bianco lascia righe nere difficili da togliere.
- Coperti, ma ventilati. Se restano lì a lungo, un telo contro la polvere di cantiere è utile: a patto di lasciare aria, perché un telo chiuso su un pezzo freddo fa condensa, e la condensa ristagna dove non serve.
Segnare i pezzi, se sono più di due
È un consiglio che viene dai cantieri grandi e funziona benissimo anche in un appartamento: ogni serramento va contrassegnato in modo chiaro e leggibile, con la stanza a cui è destinato. Il motivo è pratico: chi porta i pezzi al piano o li sposta di stanza in stanza, quasi mai è la stessa persona che li monterà, e deve poterlo fare senza andare a consultare disegni. Un pezzo di nastro carta e un pennarello — «cucina», «camera grande», «bagno» — risparmiano mezza giornata e un montaggio sbagliato. Se hai ordinato misure simili fra loro, tipo una 120×140 e una 120×150, questo non è un consiglio: è una necessità.
Le pellicole protettive
I profili arrivano con la pellicola adesiva di protezione, e va lasciata su per tutto il montaggio: è esattamente quello che protegge il telaio dalla cazzuola, dalla schiuma e dal silicone. Si toglie dopo aver sigillato, insieme alla pulizia finale. Un’avvertenza dall’esperienza, non da manuale: non lasciarla mesi al sole. L’adesivo cotto dal sole diventa una scocciatura seria da rimuovere, e si finisce a grattare proprio il profilo che la pellicola doveva proteggere. Se la posa slitta di molto, meglio togliere la pellicola dalle facce esposte al sole e proteggere in altro modo.
Quando la posa non la fai tu
Se il posatore è una ditta, mettete d’accordo prima chi scarica e dove si deposita: sono le due cose che, non decise, diventano un litigio il giorno stesso. Vale la pena anche accordarsi su chi porta via i vecchi serramenti e i detriti a fine lavoro: normalmente lo fa il posatore, ma dipende dal contratto, e in un condominio scoprirlo la sera del venerdì non è il momento migliore.
Sul nostro lato la cosa è semplice: puoi ritirare in sede a Castelfranco di Sotto su appuntamento, e in quel caso i serramenti li carichi tu, con lo stesso criterio descritto sopra — in piedi, con l’asse parallelo alla marcia, distanziatori rigidi fra un pezzo e l’altro e tutto legato al mezzo. Un carico che scivola in curva è il modo più rapido di rompere un vetro che aveva fatto tutto il viaggio senza un graffio.
Domande frequenti
Quanto tempo posso tenere le finestre prima di montarle?
Tecnicamente anche mesi, se sono conservate bene: in verticale, sollevate da terra, in un locale asciutto e al riparo dalla polvere. Il problema non è il tempo in sé, è il posto. Una settimana in un cantiere attivo fa più danni di tre mesi in un garage asciutto. Se prevedi una sosta lunga, tieni conto anche delle pellicole protettive al sole.
Posso tenerle in garage o in cantina?
Il garage va benissimo, se è asciutto: verticali, su listelli di legno, appoggiate alla parete. La cantina umida no — non per il PVC, che se ne infischia, ma per la ferramenta in acciaio e per il rischio di condensa sotto i teli. Se l’unico posto è umido, almeno lascia aria e non coprire ermeticamente.
Le posso appoggiare di piatto, una sopra l’altra?
Meglio di no. In orizzontale il telaio flette sotto il proprio peso, e se ci metti sopra altri pezzi la flessione si somma e dura giorni. Su un PVC con rinforzo in acciaio spesso non succede niente, ma è un rischio che si evita gratis mettendole in piedi.
Chi è responsabile se un vetro arriva rotto?
Dipende da quando si scopre. Un danno visibile all’imballo va contestato alla consegna, scrivendo sulla bolla cosa si è visto prima di firmare: è per quello che servono i dieci minuti di controllo e le foto. Un danno interno che si scopre aprendo va segnalato subito, con le foto dell’imballo. Un pezzo rotto tre settimane dopo, in un cantiere dove è passata mezza Toscana, è una discussione che non vince nessuno: ecco perché conviene controllare il giorno stesso.
Prima di tutto questo, però, serve la misura giusta. Configura la tua finestra e vedi subito il prezzo, senza registrazione.
Configura la tua finestra Scrivici su WhatsAppFonti. Criteri di imballaggio, carico e scarico, trasporto, consegna e stoccaggio dei serramenti, contrassegnatura dei pezzi e verbale di consegna: documentazione tecnica di settore sulla movimentazione dei serramenti in cantiere · rimozione delle pellicole protettive e pulizia finale: stessa documentazione, capitolo sulle operazioni preliminari alla consegna. Aggiornato a settembre 2026.

